In questi giorni ho finalmente trovato del tempo per aggiornare la gallery del viaggio in USA con le foto dello Yellowstone National Park. Sicuramente prima del viaggio avevo un’idea di questo parco un po’ diversa da quella reale, infatti ero convinto che fosse il regno di Yoghi e Bubu (in parte è vero) ma in realtà questo parco è famoso per gli innumerevoli geyser e i più strani effetti creati dalle varie sorgenti di acqua calda.
Lo Yellowstone ha un’estensione pari a quella della regione Umbria e si trova a cavallo di tre stati Wyoming, Montana e Idaho, il suo territorio è costituito da montagne ed altipiani che si trovano in media a 2400m (è per questo che faceva un po’ freschino la notte
).
La prima notte trascorsa in tenda in questo parco la ricordo benissimo, in pratica il camping non era altro che una piazzola nel bosco circondata dagli animali. La sera bisognava girare con la torcia per andare in bagno, infatti non c’era neanche la luce lì, per poi non parlare dell’acqua calda che ovviamente era un lusso che abbiamo più volte fatto a meno in questo viaggio. La sera quando sono andato al bagno per darmi una lavata devo dire che qualche timore ce l’avevo, ho pensato "se quando esco incontro un orso che gli racconto?Booh!" infatti non è difficile incontrarli, anzi sono loro che ti vengono a trovare, attirati dall’odore del cibo.
Dovete sapere che per ogni piazzola ci sono delle casse di ferro con una serratura speciale anti orso; qui bisogna mettere tutto il cibo, le bevande e qualsiasi cosa che emani un odore (profumo, deodorante, bagnoschiuma …) altrimenti se le lasciate in macchina il simpatico Yoghi ve la apre come una scatola di tonno !! (fidatevi ho visto i filmati nel visitors center) e tanto meno bisogna portarle in tenda per ovvi motivi!
Durante la prima notte in tenda (dormivo da solo perché il mio coinquilini se ne era rimasto in macchina) mi sono svegliato all’improvviso verso le 2 da un ululato, subito ho pensato ai lupi e un brivido mi ha percorso tutto il corpo. Sentendolo nuovamente mi sono reso conto che più probabilmente era un coyote e dava l’impressione di trovarsi molto vicino anche se nei boschi, lontani dal frastuono della "civiltà", i suoni si propagano più facilmente per distanze maggiori. Per un attimo mi sono immedesimato in quei pionieri che hanno avuto il coraggio di avventurarsi in quei posti così selvaggi rischiando la vita ogni giorno, quella si che era una vita dura non la nostra!
Tornando agli "incontri" che ho fatto posso citare gli onnipresenti scoiattoli, i cervi, le aquile, l’imponente alce e il massiccio Bisonte Americano. Quest’ultimo è stato vittima di una caccia indiscriminata e spietata (vedi foto) da far rischiare l’estinzione, all’inizio erano presenti sul territorio nord americano circa 70 milioni di capi oggi se ne contano 40000
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L’unico rimpianto che ho è quello di non aver avuto del tempo per fare del trekking sugli innumerevoli sentieri che attraversano il parco, chissà un giorno potrei anche tornarci e magari portandomi con me la mountain bike, ma per ora è solo un sogno …
Quando è arrivato il momento di lasciare quel posto meraviglioso, noi della diligenza eravamo tutti un po’ tristi
ma il parco ci ha voluto riservare un’ultima sorpresa: un’alba bellissima!
Arrivederci Yellowstone!
See you soon
8
Mar
E’ due notti che faccio dei sogni alquanto strani e brutti sempre con la medesima protagonista, forse sono stati dei sogni premonitori infatti che ti trovo oggi nella posta: un’email che in qualche modo le fa riferimento …
Molto strana questa cosa perché io sogno molto raramente, sarà che è passato un anno ma per me il ricordo è ancora vivo.
Ripensando a questo intervallo di tempo mi accorgo che sono avvenuti molti eventi e disgraziatamete la maggior parte sono stati brutti e questo inizio di 2007 non si è certo presentato diversamente. Però non mi sento giù! è da quando sono tornato dagli USA che ho riacquistato una positività ed una voglia di fare che ormai credevo dissolta.
Dicono che le cose brutte aiutino a crescere e trovo che sia vero ma certo è dura rialzarsi ogni volta.
Con questo non voglio dire di sentirmi a posto, c’è ancora una sorta di malessere interno che mi spinge ad un desiderio di cambiare radicalmente la mia vita, ma non so se troverò il coraggio di farlo anche xché vorrei capire se è un desiderio sincero oppure una conseguenza degli eventi che mi hanno coinvolto.
Chi vivrà vedrà.
5
Mar
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Al più presto sarà ripristinato il tema della versione precedente
